martedì 26 giugno 2012

La piccola storia di Andrea



In questo post non vi mostro nessuna delle mie creazioni, ma vi mostro una "creatura meravigliosa" e vi racconto una piccola storia....c'era una volta, in una notte buia e tempestosa....no, no, non e' vero, erano solo 5 giorni fa all'una di notte e faceva un caldo bestiale: io quella notte non riuscivo a dormire, (strano a dirsi , ma vero), finché ad un certo punto nel silenzio ho cominciato a sentire un miagolio strano, strano nel senso che mi sembrava quello di un gattino disperato che si lamentava quasi fino a perdere il fiato. Alla mia insonnia si e' quindi aggiunto lo strazio di sentire questo lamento, e cosi' all'una e mezza di notte, presa dalla disperazione, sono scesa per strada come una pazza cercando di capire da dove venisse e soprattutto se avesse bisogno di un "salvataggio"; dopo averlo cercato un po' mi sono dovuta arrendere perché non lo sentivo più e sono risalita nella speranza che mi fossi sbagliata o che si fosse messo in salvo. Poi mi sono finalmente addormentata, ma la mattina seguente ho ricominciato a sentire lo stesso miagolio dallo stesso punto proprio sotto il mio balcone, che pero' dall'alto non riuscivo ad identificare bene; cosi' sono scesa verso le 11 e ho cominciato a chiedere ai miei vicini se lo avessero sentito anche loro ed alcuni mi hanno risposto di si', ma per l' ennesima volta non sono riuscita a trovarlo. Sono risalita di nuovo aspettando con "le orecchie spalancate" e  dopo un'oretta eccolo ancora! Mi sono affacciata di corsa dal balcone ed ho visto i vicini che carinamente lo stavano cercando in giardino, mi sono "scapicollata" giù e abbiamo iniziato a cercarlo insieme, ma evidentemente come sentiva qualcuno avvicinarsi si impauriva e smetteva di miagolare. Ormai si era fatto mezzogiorno e avevo paura che non ce la facesse più per il caldo e tutto quel tempo senza mangiare, ne' bere; ad un certo punto quando ci eravamo quasi arresi, ho sentito un unico, debole miagolio, ma sono riuscita a capire da dove veniva, e cioè da uno dei tanti cespugli in cui avevo già disperatamente cercato, però, non so come, riavvicinandomi gli occhi mi sono andati dritti su di lui... e ti credo che non lo vedevo! Era una palletta minuscola e nera, ma con due meravigliosi occhietti azzurri pieni di terrore. L'ho subito preso e portato a casa per dargli da bere e cercare di tranquillizzarlo; non vi racconto i giorni successivi in cui ho fatto disperare il veterinario, ma a distanza di 5 giorni  Andrea è ancora qui con me. Sta bene, anzi direi benissimo, mangia da sola, dorme come un sasso, è pulitissima (quasi maniacale!) ed  e "vispissima", anche troppo direi, ma è veramente un amore; sono io invece che sono un po' sfinita, come mi ha detto una mia amica non e' il gatto che si deve abituare a me, ma decisamente il contrario! Ho deciso di raccontarvi questa piccola storia per parlarvi di Andrea, ma soprattutto perché purtroppo per una serie di motivi non la posso tenere ancora per molto, e vorrei che per lei ci fosse un bellissimo finale, cioé riuscire ad affidarla ad una persona che se ne prenda cura come merita; per questo ho pensato di usare il mio blog per  fare questo annuncio in cui mi rivolgo naturalmente ai miei visitatori concittadini (io vivo a Roma), e se qualcuno mi volesse contattare, può inviarmi una mail all'indirizzo che trovate nel blog. Vi mostro anche qualche foto di Andrea mentre mangia; speravo fosse un buon momento per scattarle, visto che non sta ferma un attimo, ma come vedete non è stata una buona idea...tanto è bellissima anche tutta sporca di omogeneizzato!  Comunque spero tanto che qualcuno/a di voi risponda a questo annuncio, soprattutto per Andrea, perché trovi presto una casa e soprattutto una famiglia definitiva. Per ora vi saluto e vi ringrazio se vorrete anche solo leggere questa piccola storia.

Ps: qualcuno di voi si domanderà:" Come si puà chiamare un gatto Andrea?" Vi rispondo subito: mentre parlavo con una mia amica di quanto accaduto, alla domanda "Come l'hai chiamato?", mi ha colta impreparata; erano infatti poche ore che ero riuscita a trovarla e di tutto mi ero preoccupata tranne che di darle un nome, anche perché in effetti non avevo "controllato" se fosse un maschietto o una femminuccia. Cosi' ho cercato di dare una rapida occhiata, ma non essendone sicura, (anche perché "il nero rimpicciolisce"), nel dubbio la mia amica mi ha consigliato, tra mille risate, di dargli un nome come ad es. Andrea, che potesse andar bene in entrambi i casi; in realtà il suo era solo un esempio con un nome di persona, ma ho preso la palla al balzo ed ho deciso di chiamarla così, carino vero? Detto questo penserete che ora io abbia svelato l' arcano...beh, mettiamola cosi': nella vita non si può essere mai sicuri di nulla! Ciao!!!
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